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Rumori Molesti in casa per mancato isolamento acustico

Approfondimento · 2009-12-31

Rumori Molesti in casa per mancato isolamento acustico
Rumori Molesti in casa per mancato isolamento acustico

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I requisiti acustici rientrano tra i requisiti igienico-sanitari, l’accertata insufficienza di isolamento acustico potrebbe portare a negare il rilascio del certificato di abitabilità, con tutto ciò che ne consegue. Al di là della normativa in materia di inquinamento acustico, si veda in proposito la L. 447/95, il mancato rispetto dei minimi di tollerabilità del rumore può far dunque far venir meno il requisito igienico sanitario e dunque la stessa validità del certificato di abitabilità.

I contenziosi giudiziari per problemi di rumori molesti legati all’acustica sono in costante aumento. Dopo l’entrata in vigore della legge sui requisiti acustici, nel 1995, i primi contenziosi giudiziari sono stati quelli legati al funzionamento di impianti produttivi, soprattutto attivi anche nel periodo notturno.

A seguire sono emersi poi i problemi legati ai rumori molesti provenienti da pubblici esercizi con attività notturna come: pub, disco–bar, discoteche, specie quando queste attività commerciali sono svolte in prossimità di unità abitative residenziali.

Ma la tipologia di contenzioso legale che si sta confermando come il più attiva negli ultimi anni è quella che lamenta il mancato rispetto dei requisiti di isolamento acustico degli edifici residenziali, ed è probabile che tale problema assumerà nei prossimi anni sempre maggiore rilevanza, con il crescere delle aspettative di qualità insite in chi acquista una nuova casa.

La normativa impone che ogni edificio di nuova costruzione, indipendentemente da dove sia collocato, possieda i “requisiti acustici passivi” previsti in base alla sua destinazione d’uso.

Il DPCM 5.12.1997  pur essendo la norma di riferimento è estremamente lacunosa, come è noto a tutti gli specialisti in acustica architettonica, all’art. 1 comma 1 il decreto si pone l’obbiettivo di determinare “i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore”. Questo unito alla poca o nulla conoscenza delle imprese costruttrici contribuisce di fatto ad avere molto spesso edifici nuovi privi dei requisiti minimi di isolamento acustico dai rumori molesti.

Il mercato e' stato inondato da materiali e manufatti che promettono risultati miracolosi con allettanti certificazioni di laboratorio ma la scarsa preparazione di tecnici ed imprese nel campo dell’acustica architettonica genera spesso grossi problemi a chi acquista una casa che risulta poi priva di un adeguato sistema di isolamento acustico.

I certificati di laboratorio sono comunque utili e importanti ove almeno l’isolamento acustico è stato posato, ma debbono essere valutati con competenza. Il contesto del laboratorio è completamente diverso da quello di un edificio reale e qui un importanza fondamentale lo riveste la metodologia di posa in opera dell’isolamento acustico. In laboratorio qualsiasi materiale è testato nelle sue migliori condizioni di utilizzo e di posa: la differenza tra il dato di laboratorio e la pratica realizzativa può raggiungere, e talvolta superare, differenze di oltre 10 dB.

Progettisti, costruttori, venditori: chi viene normalmente chiamato a rispondere del mancato isolamento acustico in una causa in tribunale?

Quando si arriva ad un contenzioso sul mancato rispetto dei requisiti acustici passivi di un edificio, vengono solitamente chiamati in primo luogo a risponderne il venditore e l’impresa costruttrice.

L’impresa costruttrice e senza dubbio quella maggiormente coinvolta: infatti,l’eccessivo rumore nell’ambiente dovuto ad una carenza di isolamento acustico è considerato un vizio costruttivo, ai sensi dell’articolo 1669 del Codice Civile e dunque l’appaltatore ne risponde per 10 anni, mentre il venditore per un solo anno, ai sensi dell’articolo 1495 pur potendosi a sua volta rivalersi sull’impresa costruttrice.

Ad oggi non mi risultano ancora un coinvolgimenti in prima persona dei progettisti o dei direttori dei lavori, ma è quasi certo che ciò potrà avvenire anche in un prossimo futuro.

Quali sono gli strumenti di controllo e di intervento a disposizione per chi ha comprato una casa o appartamento eccessivamente rumorosi?

Come sempre occorre prima di tutto far verificare ad un Tecnico esperto in Acustica (CTP) l’effettivo mancato rispetto dei requisiti acustici passivi dell’edificio, che lo potrà accertare con idonea strumentazione fonometrica, poi si procede con la formale contestazione all’impresa e/o alla ditta costruttrice.

Le più recenti sentenze hanno stabilito un danno per l’acquirente di oltre il 20% del valore della compravendita che è stato pagato dall’impresa costruttrice all’acquirente, questo quando non è possibile provvedere in nessun modo all’isolamento acustico dell’edificio costo comunque a carico dell’impresa.

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Domande frequenti su rumori molesti in casa e isolamento acustico

Quali rimedi ci sono contro i rumori molesti in casa?

Dipende dall'origine: per rumori da vicini (musica, calpestio), si può ricorrere all'art. 844 c.c. se i rumori superano la normale tollerabilità. Per edifici con isolamento insufficiente, si può agire contro il costruttore. In entrambi i casi la perizia acustica è il punto di partenza.

Serve una perizia acustica per agire legalmente contro i rumori del vicino?

Sì. La misurazione fonometrica certifica che il rumore supera la soglia di tollerabilità prevista dalla giurisprudenza (in genere 3-5 dB(A) sopra il rumore di fondo). Senza misurazione strumentale è difficile dimostrare l'intollerabilità in giudizio.

Quali norme regolano i rumori nei condomini?

L'art. 844 c.c. per la normale tollerabilità, il DPCM 5/12/1997 per i requisiti acustici passivi degli edifici, la L. 447/1995 (legge quadro sull'inquinamento acustico) per le attività produttive. Il regolamento condominiale può aggiungere restrizioni specifiche alle fasce orarie.

Il condomino può essere obbligato a insonorizzare il proprio appartamento?

In generale no, salvo che il regolamento condominiale lo preveda o che il giudice ordini lavori di riduzione del rumore come misura inibitoria ex art. 844 c.c. se le immissioni sono intollerabili. Il costo dei lavori è a carico di chi produce il rumore eccessivo.

I danni da rumore eccessivo sono risarcibili?

Sì. Chi subisce rumori intollerabili può richiedere il risarcimento del danno non patrimoniale (stress, disturbi del sonno, limitazione della qualità della vita) e patrimoniale (diminuzione del valore dell'immobile). La perizia acustica documenta l'intollerabilità e la perizia immobiliare quantifica la perdita di valore.

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