Calcola l'aggiornamento ISTAT del tuo canone di locazione. Inserisci il canone attuale, la variazione percentuale dell'indice ISTAT FOI riferita al mese del contratto e la percentuale di legge applicabile (di norma il 75% per le locazioni abitative). Lo strumento mostra l'aumento e il nuovo canone, sia annuo sia mensile. Dati e riferimenti aggiornati al 2026.
🔧 Calcola l'adeguamento ISTAT del canone
Canone (€):
Il canone inserito è:
Variazione % indice ISTAT FOI:
È la variazione percentuale dell'indice FOI (al netto tabacchi) riferita al mese del contratto rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. La trovi sul sito dell'ISTAT.
Percentuale di legge applicabile:
Inserisci canone e variazione ISTAT.
Come funziona l'aggiornamento ISTAT del canone
L'aggiornamento del canone serve a mantenere il valore reale dell'affitto nel tempo, seguendo l'andamento del costo della vita misurato dall'indice ISTAT FOI (prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati). Ogni anno il locatore può chiedere di adeguare il canone in base alla variazione dell'indice registrata nel periodo, applicando la percentuale di legge o quella prevista dal contratto. L'aumento si somma al canone in essere e determina il nuovo importo dovuto per l'annualità successiva.
La misura del 75% per le locazioni abitative
Per gli immobili urbani l'art. 32 della legge 392/1978 stabilisce che l'aggiornamento del canone avvenga nella misura del 75% della variazione accertata dall'ISTAT. La stessa misura è il riferimento per i contratti abitativi a canone libero disciplinati dalla legge 431/1998, nei quali l'aggiornamento pattuito di norma non supera il 75% della variazione FOI. Per usi diversi da quello abitativo, o in presenza di un patto specifico, le parti possono concordare una misura differente, fino al 100% della variazione, nei limiti consentiti dalla legge.
L'aggiornamento non è automatico
L'adeguamento ISTAT non opera automaticamente: deve essere richiesto per iscritto dal locatore al conduttore e produce effetto dalla data della richiesta. Salvo diverso accordo, non è retroattivo: il locatore non può pretendere gli arretrati per le annualità in cui non ha richiesto l'aggiornamento. Presupposto necessario è che il contratto contenga la clausola di aggiornamento. In regime di cedolare secca, inoltre, il locatore rinuncia all'aggiornamento del canone per tutta la durata dell'opzione.
Dove reperire l'indice FOI
La variazione percentuale dell'indice FOI si reperisce sul sito ufficiale dell'ISTAT, nella sezione dei prezzi al consumo, utilizzando l'indice al netto dei tabacchi. Per l'aggiornamento occorre confrontare l'indice del mese di riferimento del contratto (mese di stipula o dell'ultimo adeguamento) con lo stesso mese dell'anno precedente. L'ISTAT pubblica anche i coefficienti di rivalutazione già calcolati, utili per verificare il dato da inserire nello strumento.
Lo studio STArchetipo affianca privati, amministratori e studi legali nella verifica di contratti di locazione, conteggi di adeguamento e stime immobiliari, operativo in Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta. Per una verifica del tuo caso contatta lo studio.
⚠️ Avvertenza: il risultato è una stima orientativa. Usa l'indice FOI corretto, riferito al mese di riferimento del contratto, e verifica sempre la clausola di aggiornamento e la regolarità della registrazione del contratto. Per la convenienza tra registro ordinario e regime sostitutivo vedi il calcolo della cedolare secca; per gli adempimenti di registro la tassa di registro sulle locazioni; per la rivalutazione dei crediti l'interesse legale e rivalutazione ISTAT.
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Tutte le domande frequenti del sitoSfogliale raggruppate per tema e per argomentoApri l’indice FAQ →Domande frequenti su l'adeguamento ISTAT del canone di locazione
Come si calcola l'adeguamento ISTAT del canone di locazione?
L'aumento si ottiene moltiplicando il canone per la variazione percentuale dell'indice ISTAT FOI del periodo, applicando poi la percentuale di legge pattuita o ammessa. Per le locazioni abitative l'aggiornamento è di norma nella misura del 75% della variazione FOI (art. 32 L. 392/1978). Il nuovo canone è dato dal canone precedente più l'aumento così calcolato.
Cos'è l'indice FOI dell'ISTAT?
Il FOI è l'indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati, calcolato mensilmente dall'ISTAT. Per l'aggiornamento dei canoni si usa l'indice al netto dei tabacchi. La variazione rilevante è quella riferita al mese di stipula del contratto (o all'ultimo adeguamento), confrontando lo stesso mese dell'anno precedente: il dato si reperisce sul sito ufficiale dell'ISTAT.
Perché si applica il 75% e non il 100% della variazione ISTAT?
Per le locazioni di immobili urbani l'art. 32 della L. 392/1978 (equo canone) fissa l'aggiornamento nella misura del 75% della variazione dell'indice ISTAT. Anche per i contratti abitativi a canone libero della L. 431/1998 l'aggiornamento concordato non supera di norma il 75%. Per altri usi o per patti diversi può applicarsi una percentuale differente, fino al 100%.
L'aggiornamento ISTAT del canone è automatico?
No. L'adeguamento non opera in automatico: deve essere richiesto per iscritto dal locatore al conduttore e produce effetto dalla richiesta. Non è retroattivo, salvo diverso accordo, e presuppone che la clausola di aggiornamento sia prevista nel contratto. Se il locatore non lo richiede, il canone resta invariato.
Per quali contratti vale l'adeguamento ISTAT?
Vale per i contratti di locazione che prevedono la clausola di aggiornamento del canone e per i quali non si sia optato per la cedolare secca: con la cedolare, infatti, il locatore rinuncia all'aggiornamento per la durata dell'opzione. La misura del 75% riguarda gli usi abitativi; per usi diversi (commerciale, ecc.) le parti possono pattuire una misura differente nei limiti di legge.
Devo aggiornare anche la registrazione del contratto dopo l'adeguamento?
L'aggiornamento del canone in sé non richiede una nuova registrazione del contratto, ma incide sulla base imponibile delle annualità successive in regime di registro ordinario. È buona prassi conservare la richiesta scritta di adeguamento e verificare gli adempimenti con l'Agenzia delle Entrate, soprattutto per le proroghe e per il versamento dell'imposta di registro annuale.