Chi paga il CTU e quanto costa nel processo civile
Quando in una causa civile il giudice nomina un consulente tecnico d'ufficio (CTU), la prima domanda delle parti è concreta: chi lo paga? La risposta ha due tempi. Durante il processo qualcuno anticipa le spese; alla fine, il costo ricade di regola su chi perde. Capire questo meccanismo — e distinguere il CTU dal proprio CTP — aiuta a non avere brutte sorprese.
Anticipo durante la causa, onere alla fine
All'atto della nomina, il giudice pone un anticipo (o fondo spese) a carico di una parte, spesso quella che ha chiesto la consulenza, talvolta ripartito tra entrambe. È un'anticipazione necessaria a far lavorare il CTU, non l'attribuzione definitiva del costo. Quella arriva con la sentenza, quando le spese seguono la soccombenza (art. 91 c.p.c.): di regola le paga chi perde.
Come si determina il compenso
Il compenso del CTU non lo decidono le parti: lo liquida il giudice con decreto, sulla base di tabelle ufficiali.
Il riferimento è il DM 30 maggio 2002, che prevede compensi a vacazione (in base al tempo impiegato) oppure in percentuale sul valore, tipici delle stime. Per farsi un'idea dell'ordine di grandezza in alcuni casi può aiutare uno strumento di calcolo del compenso del CTU, fermo restando che la cifra finale dipende dalla liquidazione del giudice.
Anticipo e onere finale a confronto
Tenere distinti i due momenti evita l'equivoco più comune: aver anticipato non significa dover sopportare il costo per sempre.
Il CTU non è il CTP
Una distinzione essenziale: il CTU è l'ausiliario imparziale del giudice; il consulente tecnico di parte (CTP) è il tecnico che assiste una parte (art. 201 c.p.c.), da questa scelto e pagato come costo separato. Il CTP segue le operazioni del CTU, presenta osservazioni e, se necessario, prepara la contestazione della perizia. In caso di vittoria il rimborso delle spese di CTP non è automatico e dipende dalla decisione sul riparto delle spese.
Sul tema dei costi della consulenza tecnica e della loro eventuale deducibilità può essere utile l'approfondimento su quanto costa la consulenza tecnica. Quando l'accertamento serve prima della causa, per fissare uno stato dei luoghi, lo strumento è l'accertamento tecnico preventivo.
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Chi paga il consulente tecnico d'ufficio?
Durante la causa il giudice pone un anticipo sul compenso a carico di una delle parti (o di entrambe). Al termine del giudizio le spese, compreso il compenso del CTU, ricadono di regola sulla parte che perde, secondo il principio della soccombenza (art. 91 c.p.c.), salvo compensazione.
Quanto costa una CTU?
Il compenso del CTU è liquidato dal giudice secondo le tabelle del DM 30 maggio 2002, a vacazione (per il tempo impiegato) o in percentuale sul valore (ad esempio nelle stime). L'importo dipende dalla complessità e dal tipo di accertamento, e non è fissato a priori dalle parti.
Che cos'è il fondo spese o anticipo?
È la somma che il giudice ordina di versare per coprire l'attività del CTU prima del deposito della relazione. Di solito è posta a carico della parte che ha chiesto la consulenza o ripartita tra le parti; è un'anticipazione, non l'attribuzione definitiva del costo.
Il CTP è un costo a parte?
Sì. Il consulente tecnico di parte è scelto e pagato dalla parte che lo nomina (art. 201 c.p.c.) ed è un costo distinto dal CTU. In caso di vittoria, il rimborso delle spese di CTP non è automatico e dipende dalla decisione del giudice sulle spese.
Se vinco la causa recupero le spese del CTU?
Di norma sì: chi vince ha diritto a vedersi rifondere le spese dalla parte soccombente, comprese quelle di CTU che ha anticipato. Il giudice può però compensarle in tutto o in parte in presenza di ragioni particolari.