TERREMOTO: Evitare i danni da terremoto con la progettazione antisismica o una perizia antisismica

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Terremoto Emilia crolli capannoni perchè crollano

Evitare o ridurre i danni da terremoto con la progettazione antisismica e una perizia antisismica

L’Italia è da sempre un territorio in cui si presentano periodicamente terremoti più o meno forti ma con intensità tali che sono considerate normali in molte parti del modo tra cui in primis il Giappone ove scosse di intensità di 6 gradi della scala Mercalli come il recente terremoto in Emilia o quello di 6.3 gradi dell’Aquila neppure farebbero notizia in quanto gli edifici (sia picole case sia grattacieli di centinaia di metri d’altezza) sono in grado di resistere a sismi di intensità superiore ai 9 gradi della scala di Magnitudo Richter intensità che,fortunatamente, in Italia non si è mai verificata.

Dov’è dunque la differenza? La differenza sta nel fatto che si continua a con

Pilastri con appoggio terminale antisismico

Pilastri di un capannone industriale con appoggio della trave di tipo antisismico

siderare l’Italia suddivisa in Zone sismiche (e questo solo dal 2005, prima molte zone NON erano considerate sismiche come l’area dell’Emilia) in cui è possibile progettare le case con criteri antisismici più o meno stringenti, a seconda del grado attribuito a quella l’area. In realtà l’Italia è tutta sismica è non ha senso suddividerla in zone sismiche.

Se si analizza poi quali sono i criteri adottati per la suddivisione dell’Italia in zone sismiche lo si capisce ancor di più, infatti la suddivisione è stata fatta basandosi su dati statistici storici, ovvero si è cercato di raccogliere le informazioni sui terremoti del passato analizzandone la frequenza con cui si verificavano episodi devastanti per stilare una mappa di probabilità sismica.

La zona dell’Emilia interessata dall’ultimo terremoto non era considerata sismica poiché l’ultimo terremoto devastante si era verificato nel 1.500.

Ora se si pensa che il tempo in geologia va valutatalo in una scala che non ha paragoni con la durata della vita dell’Uomo, 500 anni in geologia sono da considerarsi come pochi minuti nei confronti della vita di un uomo. E’ dunque chiaro che non considerare quella zona come simica è solo il frutto di una miopia dei tecnici e dei legislatori.

Questo anche perché se si va ad analizzare come mai i capannoni sono crollati si capisce subito che sarebbe bastato veramente poco per garantire la loro staticità anche in presenza di un terremoto, infatti il punto debole che ha fatto collassare i capannoni sotto l’onda sismica è dovuta al fatto che non erano stati progettati per sopportare le spinte orizzontali dovute al sisma.

Terremoto Emilia crolli capannoni perchè crollano

Come si può notare in questa foto del terremoto in Emilia sia le travi sia i pilastri sono intatti, sono “semplicemente” cadute le travi dai loro appoggi sui pilastri, ma non sono collassate per un eccesso di sforzo.

Detta così si potrebbe pensare che una progettazione antisismica chissà quali accorgimenti avrebbe dovuto adottare e con quali costi, in realtà non è per nulla così, rendere il nodo d’appoggio tra pilastro e trave antisismico è una cosa assai banale bastava prevedere che il pilastro anziché farlo finire rasato secondo la sua sezione e su questa appoggiare le travi, si finisse il pilastro con una sorta di U entro cui poggiare la trave che non potendosi muovere lateralmente non avrebbe fatto crollare tutta la copertura salvando la vita a numerose persone. Infatti i capannoni con questi banali accorgimento sono certamente molto più sicuri di tantissime case esistenti.

Si può rendere antisismico un capannone industriale esistente?

Per rispondere bisogna prima chiarire cosa vuol dire rendere antisismico un edificio sia esso un capannone sia una casa, la legge Italiana ha attualmente suddiviso in zone sismiche il territorio ed a ognuna ha dato un grado di rischio differente chiedendo in caso di progettazione di nuove strutture che queste siano in grado di resistere a spinte orizzontali di intensità differente e crescente a seconda del grado di sismicità della zona. Dunque la legge stessa chiede di progettare con criteri differenti a seconda della zona in cui ci si trova. Questo cosa significa? che uno stesso capannone considerato antisismico in una zona, posto in un altra di sismicità superiore non è più considerato antisismico dal punto di vista della normativa animistica.

In altre parole si può dire che un capannone progettato con criteri antisismici è in grado di resistere ad un sisma di una certa intensità, ma se l’intensità del terremoto è superiore a quella di progetto il capannone potrebbe anche crollare pur essendo a norma.

Da questa considerazione si capisce perché è assurdo suddividere l’Italia in zone sismiche di grado differente, perché anche se il terremoto di intensità distruttiva avviene statisticamente una volta ogni 500 anni (ammesso che i dati disponibili siano attendibili, visto che una volta non c’erano i sismografi) non si può sapere se tele terremoto si verificherà tra un anno o tra 499 anni.

capannone industriale non antisismico

Queto capannone non sarebbe in grado di resistere ad un terremoto anche di bassa intensità, pur essendo apparentemente nuovo, si noti l’appoggio trave pilastro privo di contrasti laterali

Tornando alla domanda che si pongono in molti Si può rendere antisismico un capannone industriale esistente? La risposta è: si può certamente migliorare la sua capacità a resistere ad azioni sismiche orizzontali del terremoto e dunque migliorare al sua resistenza al sisma ovvero innalzare l‘intensità del terremoto che potenzialmente può essere distruttivo per il capannone.

I capannoni vanno fatti analizzare da parte di esperti ingegneri strutturisti che attraverso una perizia statica possono suggerire i possibili interventi da mettere in atto che spesso hanno costi neppure paragonabili ai danni che il capannone può subire a seguito di un terremoto, e certamente non ultimo evitare la perdita di vite umane.

Scala Mercalli di magnitudo dei terremoti:

 

Grado Scossa Descrizione
I impercettibile Avvertita solo dagli strumenti sismici.
II molto leggera Avvertita solo da qualche persona in opportune condizioni.
III leggera Avvertita da poche persone.
IV moderata Avvertita da molte persone; tremito di infissi e cristalli, e leggere oscillazioni di oggetti appesi.
V piuttosto forte Avvertita anche da persone addormentate; caduta di oggetti.
VI forte Qualche leggera lesione negli edifici e finestre in frantumi.
VII molto forte Caduta di fumaioli, lesioni negli edifici.
VIII rovinosa Rovina parziale di qualche edificio; qualche vittima isolata.
IX distruttiva Rovina totale di alcuni edifici e gravi lesioni in molti altri; vittime umane sparse ma non numerose.
X completamente distruttiva Rovina di molti edifici; molte vittime umane; crepacci nel suolo.
XI catastrofica Distruzione di agglomerati urbani; moltissime vittime; crepacci e frane nel suolo; maremoto.
XII apocalittica Distruzione di ogni manufatto; pochi superstiti; sconvolgimento del suolo; maremoto distruttivo; fuoriuscita di lava dal terreno.

Confronto tra la Scala Richter e la scala Mercalli

Magnitudo Richter Intensità Mercalli Modificata all’epicentro
1,0 – 3,0 I
3,0 – 3,9 II – III
4,0 – 4,9 IV – V
5,0 – 5,9 VI – VII
6,0 – 6,9 VII – VIII
7,0+ IX o maggiore

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2 comments

  1. Stefano Bellei 21 Giugno, 2012 at 10:36 Rispondi

    Donato. Ciao Architetto, voglio dire a tutti che a Carpi, stai facendo un ottimo lavoro di grande responsabilità. Non tutti hanno le ……. per farlo.

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